Potrei viaggiare su una nuvola e forse mi terrebbe, sono leggera, più dei miei pensieri. Cercherei la nuvola più alta e avrei sempre il sole, le lacrime si asciugherebbero ancor prima di cadere e il sorriso splenderebbe tanto da accecare tutti gli shuttle in partenza verso lo spazio, e forse lo farei apposta. Io e la nuvola saremmo una cosa sola e viaggeremmo insieme, andremmo veloci, e lei mi porterebbe dove voglio andare e sarebbe l'unico luogo dove potrei scendere felice, chiuderei gli occhi e poi sarebbe tutto e nulla, passato e presente, tutto sarebbe insieme e ogni cosa divisa, non ci sarebbero limiti né barriere. Muovendomi un poco avanti, quel tanto che basta per sentirmi libera, lasciando un istante i pensieri, scalando dolori, vincendo paure, avvertire un argine cedere ed avere paura e dimenticarlo, scoprire, capire, conoscere, cose che non sono cose e forse non esistono, vedere i suoi occhi e sapere cosa non so, e forse cosa non sa, cosa non sappiamo, io amo, amo salire le scale dentro di me, uscire da me fino a non essere me e ed esserlo ancora di più, e amo, amo sapere che quello che vedo, che sento, che vivo è la sua impronta dentro di me, spinta e innesco, ora non esisterebbe moto, in me, se non fosse per lui. Non ho una nuvola a portarmi dove voglio e non è sempre sereno, ma "il sereno è la più diffusa delle nubi" ed io sono d'accordo, forse me ne convinco solamente, ma in fondo quello che mi importa è quello che trovo quando arrivo, che stia scendendo da una macchina, da un treno o da una nuvola. E troverei le sue braccia, i suoi occhi e il suo sorriso. E forse sulla nuvola potrei salirci davvero.
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domenica 7 luglio 2013
Di fiori e di mare
C'è chi usa gli spaghetti per allacciarsi le scarpe, chi un libro per ammazzare zanzare, chi una bandiera per apparecchiare, chi un cuscino per lottare, chi una luce per accecare.
Ho usato parole per non parlare e silenzi per comunicare, sorrisi per mascherare e mani per esplorare, la mia lingua spesso ha toccato e i miei occhi ancor più spesso non hanno guardato. Ho preso una penna un giorno e lei non ha scritto, l'inchiostro ha macchiato di niente i vestiti. E' stato un attimo e l'aria fredda scaldava, un fiore mi ha detto: è bella la pelle quando si increspa, è il mare che chiama.
Hai preso un aereo e spiegate le vele sull'ala siamo salpati, il vento rideva, noi ridevamo, il fiore rideva, tante risate smuovevano l'aria.Hai presente quando il silenzio cala improvviso? E' stato un tuo dito, posato leggero sul viso. La pelle che si era acquietata ha di nuovo tremato.
Il fiore ha sorriso e mi ha detto: il mare è difficile trovarlo nel mare, cercatelo dentro, cercatelo in voi.
Con un cenno d'intesa ha portato via tutti, l'aereo, il vento e il mare.Io e te, i vestiti macchiati di niente e la pelle increspata. Un sorriso che non mascherava e un silenzio coperto di voglia.
Le dita affondate nel mare, la lingua a leccare il sale, perfino negli occhi un poco di acqua l'abbiamo trovata. Strappato da dentro il mare sembrava infinito, l'abbiamo domato, sfinito e lui ogni volta è rinato.
Bagnati e quasi annegati, arresi e infine sospinti.
Onde schiantate e scogli scavati, di moto marino ci siamo abbracciati.
Io senza dirlo ho amato quel fiore.
Tu in un sussurro mi hai detto: quel fiore ero io.
venerdì 5 luglio 2013
Corro, volo e non tocco mai terra

A volte corro senza fermarmi mai, cammino sull'acqua e scivolo sulle montagne, abbiamo visto tante lune nelle nostre notti e tante lune ci hanno sorriso, una in particolare ci ha fatto ciao. Corro e non importa dove, importa che i miei piedi non tocchino mai terra perché la terra ci trattiene, a volte corro e sorvolo le stelle, le mie ali sporche di sangue e di fortuna trovano la strada per non trovarti mai. Chiudo gli occhi e la luna mi attraversa, sento i tuoi sogni nei miei pensieri e penso che è una bella musica quella che suoni perché parla di me, e penso che è una bella musica quella che suoni perché parla di una luna che sorride e di un buco che non ci inghiottirà mai. A volte le parole salvano il mondo, a volte salvano una vita, a volte salvano cose che nessuno vede ma che tutti sanno, l'equilibrio si impara è vero ma io soffro di vertigini, sulle mie dita allora bilancio parole, emozioni, sospiri, tante volte sono caduta, ma le mie ali sporche di sangue e di fortuna trovano la strada per non morire mai. So cosa vuol dire vivere senza toccare mai terra, non è facile restare in aria perché la terra ci trattiene, tutti vogliamo un pezzo di terra, tutti abbiamo bisogno di posarci, io corro e volo e non tocco terra, tu mi segui con lo sguardo e lo so, non volerai, ma non fa niente, posso scendere giù quel tanto che basta per baciarti il naso e dirti che la luna ci sorride.
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